Il conguaglio busta paga Febbraio 2026 sarà fortemente influenzato dalle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025). La manovra, infatti, interviene in modo diretto su stipendi, tassazione del lavoro dipendente e previdenza, con l’obiettivo di difendere il potere d’acquisto, rafforzare la contrattazione collettiva e incentivare la previdenza complementare.
Le misure non riguardano solo eventuali aumenti salariali, ma anche IRPEF, detrazioni fiscali e TFR, con effetti concreti sulle buste paga dal 1° Febbraio 2026 e, per alcune disposizioni specifiche, dal 1° luglio 2026.
IRPEF 2026: nuovo sistema a tre scaglioni e meno tasse per i redditi medi
Una delle novità più importanti riguarda l’IRPEF 2026. L’aliquota intermedia viene ridotta dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro. Dunque, il sistema passa ufficialmente a tre scaglioni:
- 23% per redditi fino a 28.000 euro
- 33% per redditi da 28.000 a 50.000 euro
- 43% per redditi oltre 50.000 euro
Questa modifica, appunto, porta a una riduzione della pressione fiscale, soprattutto per i lavoratori con redditi medi, con un aumento del netto in busta paga già visibile con il conguaglio di gennaio 2026.
Detrazioni fiscali 2026: taglio per i redditi alti
Accanto alla riduzione delle aliquote, la Legge di Bilancio 2026 interviene anche sulle detrazioni fiscali. Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 200.000 euro, è previsto un taglio forfettario di 440 euro su alcune voci.
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La riduzione riguarda:
- oneri detraibili al 19%,
- erogazioni liberali ai partiti politici,
- premi assicurativi contro eventi calamitosi.
Comunque, le spese sanitarie restano totalmente escluse dal taglio. Questa scelta, infatti, rafforza il principio di progressività, riducendo i benefici fiscali per i redditi più elevati.
Aumenti contrattuali e straordinari: tassazione agevolata nel 2026
La manovra introduce una tassazione agevolata per alcune voci della retribuzione. In particolare, gli aumenti di stipendio derivanti da rinnovi contrattuali firmati tra il 2024 e il 2026, se pagati nel 2026, saranno tassati con una imposta sostitutiva del 5%.
Questa imposta sostituisce:
- IRPEF ordinaria
- addizionali regionali e comunali
⚠️ Attenzione: il beneficio spetta ai lavoratori con reddito annuo non superiore a 33.000 euro, salvo rinuncia del dipendente.
Lavoro notturno, festivo e a turni: cosa cambia
Per il lavoro notturno, festivo e a turni, le indennità e le maggiorazioni fino a 1.500 euro l’anno saranno tassate con una imposta sostitutiva del 15%.

Nei settori turismo e terme, tra l’altro, restano valide le regole speciali già in vigore, senza modifiche.
Premi di risultato 2026: imposta all’1% e soglia più alta
Ancora più favorevole è il trattamento fiscale dei premi di risultato e dei premi legati alla partecipazione agli utili aziendali. Dal 2026:
- l’imposta sostitutiva scende all’1%,
- il tetto massimo agevolabile sale da 3.000 a 5.000 euro per il biennio 2026-2027.
Si tratta, dunque, di una misura pensata per incentivare la produttività e aumentare il coinvolgimento dei lavoratori nei risultati dell’impresa.
