Il 2026 può diventare un anno molto importante per molti pensionati. Infatti, chi è andato in pensione tra il 2021 e il 2024 e dopo l’uscita dal lavoro ha continuato o ripreso a lavorare potrebbe avere diritto ad un aumento dell’assegno mensile.
Non si tratta di un bonus automatico, ma di una possibilità prevista dalla legge attraverso il supplemento di pensione, uno strumento che permette di valorizzare i contributi versati dopo il pensionamento.
Chi può ottenere l’aumento della pensione nel 2026?
L’aumento non spetta a tutti i pensionati, ma solo a chi rispetta alcune condizioni precise. Il requisito principale, infatti, è aver versato nuovi contributi previdenziali dopo la decorrenza della pensione.
In particolare, possono accedere al supplemento:
- pensionati che sono usciti dal lavoro tra il 2021 e il 2024
- persone che hanno continuato o ripreso a lavorare dopo la pensione
- chi ha maturato altri contributi previdenziali successivi al pensionamento
Senza nuovi contributi, comunque, non esiste alcun diritto all’aumento.
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Cos’è il supplemento di pensione e a chi spetta?
Il supplemento di pensione è un ricalcolo dell’assegno che tiene conto dei contributi versati dopo il pensionamento. Questo meccanismo consente di trasformare i nuovi versamenti in un aumento stabile della pensione.
Il supplemento può essere richiesto da chi percepisce:
- pensione principale
- pensione supplementare
- assegno ordinario di invalidità
ed è iscritto a una delle seguenti gestioni:

- Assicurazione generale obbligatoria
- gestioni speciali dei lavoratori autonomi
- Gestione separata Inps
- gestioni ex Enpals
Il diritto vale anche per chi è andato in pensione con cumulo o totalizzazione dei contributi, purché i nuovi versamenti rientrino nelle gestioni previste.
Quando si può chiedere il supplemento: attenzione alle tempistiche
Il supplemento non è automatico e può essere richiesto solo rispettando precise finestre temporali. Le regole sono due:
- dopo 5 anni dalla decorrenza della pensione o dall’ultimo supplemento
- oppure dopo 2 anni, ma una sola volta nella vita, se si è raggiunta l’età pensionabile
Per i lavoratori dipendenti Inps, ad esempio, l’età richiesta è 67 anni, anche per chi è andato in pensione prima con formule anticipate.
Ed è proprio per questo motivo che il 2026 rappresenta l’anno giusto per molti pensionati usciti dal lavoro tra il 2021 e il 2024.
Di quanto aumenta la pensione con il supplemento
L’importo dell’aumento non è uguale per tutti. Dipende esclusivamente da:
- numero di anni lavorati dopo la pensione
- reddito percepito
- contributi versati
- età al momento della domanda
Più si lavora e più alto è lo stipendio, maggiore sarà l’aumento.
Esempio pratico: quanto si può guadagnare in più
Facciamo un esempio concreto.
Un pensionato lavora per un anno dopo la pensione con un reddito lordo di 30.000 euro.
- contributi versati: 33%, cioè 9.900 euro
- età alla domanda: 69 anni
- coefficiente di trasformazione: 6,024%
Risultato:

- aumento annuo lordo: circa 596 euro
- aumento mensile: circa 46 euro lordi su 13 mensilità
Se invece il lavoro continua per due anni, con lo stesso reddito:
- contributi totali: 19.800 euro
- aumento annuo: oltre 1.190 euro
- aumento mensile: circa 92 euro lordi
L’aumento, tra l’altro, è definitivo e si somma alla pensione già in pagamento.
Come fare domanda per il supplemento di pensione
Il supplemento va richiesto espressamente. Anche se i contributi sono stati versati, l’Inps non procede in automatico.
La domanda può essere presentata:
- online sul sito Inps con Spid, Cie o Cns
- tramite Contact center
- con l’assistenza di un patronato
Se la richiesta viene accolta, l’aumento parte dal primo giorno del mese successivo alla domanda.
