Negli ultimi mesi si parla sempre di più dello SPID a pagamento dal 2026. Infatti, molti cittadini stanno scoprendo che diversi provider non offriranno più il servizio gratuitamente. Dunque, è importante capire chi deve pagare, quanto costa e quali alternative restano gratuite.
In questo articolo facciamo chiarezza su tutti i cambiamenti in arrivo, sugli SPID ancora gratuiti e sull’alternativa della Carta d’Identità Elettronica (CIE).
Quali provider SPID diventano a pagamento dal 2026?
Negli ultimi tempi, molti fornitori SPID hanno introdotto un canone annuale, soprattutto dal rinnovo dopo il primo anno. Tra i provider più utilizzati troviamo:
- Infocert: costo di 5,98 euro all’anno a partire da luglio 2025
- Aruba: circa 4,90 euro + IVA dal secondo anno
- Poste ID: dal 1° gennaio 2026 canone di 6 euro all’anno, IVA inclusa, valido anche per chi lo possiede già al primo rinnovo
Comunque, questo cambiamento riguarda milioni di utenti, visto che si tratta dei provider più diffusi in Italia.
SPID gratuiti 2026: quali restano disponibili
Appunto, non tutti i provider SPID sono a pagamento. Infatti, esistono ancora diversi gestori che offrono lo SPID gratuito. Tra i principali troviamo:
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- Lepida ID
- Sielte ID
- ETN ID
- Infocamere
- Intesi Group
- TeamSystem
È bene però fare attenzione: anche se lo SPID è gratuito, alcuni provider possono richiedere un costo una tantum per l’identificazione, ad esempio tramite:
- videochiamata con operatore
- servizi di riconoscimento avanzati
Restano invece gratuiti, nella maggior parte dei casi, i riconoscimenti tramite CIE, CNS, firma digitale o di persona presso sportelli convenzionati.
Carta d’Identità Elettronica: l’alternativa allo SPID
Tra l’altro, esiste un’alternativa valida allo SPID: la Carta d’Identità Elettronica (CIE).
Per chi la possiede già, l’utilizzo è completamente gratuito. Chi invece deve richiederla per la prima volta deve sostenere un costo di circa 22 euro.

Perché è così importante? Perché dal 3 agosto 2026 la CIE diventerà obbligatoria. La vecchia carta d’identità cartacea perderà validità e non potrà più essere usata come documento di riconoscimento, in Italia e all’estero.
Come usare la CIE per l’accesso ai servizi online
Usare la CIE è semplice. Serve solo uno smartphone compatibile, cioè:
- Android con NFC
- iPhone 7 o successivo con almeno iOS 13
Bisogna scaricare l’app CieID dal Google Play Store o dall’App Store e collegare la carta durante la prima configurazione. Una volta registrata, l’accesso avviene inserendo:
- le ultime quattro cifre del PIN, oppure
- impronta digitale, Face ID o Touch ID,
- e avvicinando la CIE allo smartphone
CIE e servizi INPS: cosa si può fare
Attenzione, la CIE può essere usata anche per accedere alle principali piattaforme pubbliche. Infatti, consente di gestire online:
- ADI (Assegno di Inclusione)
- Assegno Unico
- SFL
- pensioni e altri servizi INPS
PIN e PUK CIE bloccati: come recuperarli
Un problema molto comune riguarda il blocco del PIN dopo tre tentativi errati e la perdita del PUK. Comunque, esistono due soluzioni.

Se al momento della richiesta della CIE avete indicato email o numero di cellulare, potete usare l’app CieID e scegliere recupero PUK. Servirà:
- avvicinare la CIE allo smartphone
- inserire il numero di serie della carta (in alto a destra sulla CIE)
- inserire email o numero di telefono associati
Dopo circa 48 ore, riceverete un SMS o un’email per completare la procedura.
Se invece non avete fornito contatti, dovrete recarvi direttamente in Comune e richiedere la ristampa dei codici.
