Gli importi delle pensioni di Febbraio 2026 iniziano finalmente a delinearsi con chiarezza. Dopo settimane di attesa e indiscrezioni, oggi è possibile avere un quadro affidabile sugli aumenti che compariranno nei cedolini INPS a partire dal nuovo anno. Anche se la Legge di Bilancio non è ancora stata approvata in via definitiva, sul fronte previdenziale le principali decisioni risultano ormai definite.
Il punto centrale è la rivalutazione delle pensioni, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2026. Il tasso stabilito è pari all’1,4%, un valore leggermente inferiore rispetto alle prime stime del Governo, ma comunque sufficiente per calcolare con precisione i nuovi importi lordi mensili. Questo dato consente, appunto, di anticipare quanto aumenteranno le pensioni nei prossimi mesi.
Come funziona la rivalutazione delle pensioni 2026?
La rivalutazione, tecnicamente chiamata perequazione, serve ad adeguare gli assegni all’inflazione, così da proteggere il potere d’acquisto dei pensionati. Il meccanismo resta quello tradizionale, basato su scaglioni legati al trattamento minimo, e non prevede un aumento uguale per tutti.
In particolare, il sistema funziona così:
- aumento pieno dell’1,4% sulla quota di pensione fino a 4 volte il trattamento minimo;
- rivalutazione ridotta al 90% del tasso sulla parte compresa tra 4 e 5 volte il minimo;
- rivalutazione ridotta al 75% sulla quota che supera 5 volte il minimo.
Di conseguenza, le pensioni medio-basse beneficiano dell’aumento completo, mentre per quelle più alte l’incremento risulta progressivamente più contenuto. Si tratta di una scelta che mira a concentrare le risorse sugli assegni più bassi, senza però azzerare gli adeguamenti per chi percepisce importi più elevati.
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Quanto aumentano le pensioni nel cedolino?
Guardando agli effetti concreti, l’aumento dell’1,4% porta a questi valori indicativi sui cedolini lordi:

- pensione da 1.000 euro: aumento di circa 14 euro, nuovo importo 1.014 euro;
- pensione da 1.400 euro: aumento di circa 19,60 euro, nuovo importo 1.419,60 euro;
- pensione da 2.000 euro: aumento di circa 28 euro, nuovo importo 2.028 euro;
- pensione da 3.000 euro: aumento di circa 42 euro, nuovo importo 3.042 euro;
- pensione da 5.000 euro: aumento di circa 70 euro, nuovo importo 5.070 euro.
Pensione minima, Assegno sociale e invalidità nel 2026
L’adeguamento pieno riguarda anche le prestazioni assistenziali, che rientrano interamente nel primo scaglione. Questo significa che l’aumento dell’1,4% si applica senza riduzioni alla pensione minima, all’Assegno sociale e alle pensioni di invalidità civile.
Nel dettaglio:
- la pensione minima passa da 603,40 euro a circa 611,85 euro mensili;
- l’Assegno sociale sale da 538,68 euro a circa 546,22 euro al mese;
- l’assegno base di invalidità civile aumenta da 336 euro a circa 340,70 euro, con incrementi proporzionali anche per ciechi, ipovedenti e altre categorie tutelate.
Accanto alla rivalutazione, dal 1° gennaio 2026 sono previsti altri due interventi che incidono sul netto in pagamento, ma che con ogni probabilità non saranno visibili nel cedolino di gennaio.
Il primo riguarda il taglio dell’IRPEF previsto dalla nuova manovra. L’aliquota del secondo scaglione di reddito, compreso tra 28.000 e 50.000 euro, scende dal 35% al 33%. Per i pensionati interessati questo significa un risparmio fiscale che può arrivare fino a 440 euro annui, ma l’effetto non sarà immediato perché l’INPS dovrà aggiornare le trattenute.

Il secondo intervento è il rafforzamento dell’incremento al milione, la maggiorazione destinata agli over 70 anni (o 65 anni con determinati requisiti contributivi) con pensioni basse. L’importo mensile della maggiorazione sale da circa 135 euro a circa 155 euro, permettendo di raggiungere una pensione complessiva vicina ai 770 euro al mese. La misura interessa anche chi percepisce Assegno sociale o invalidità civile, se in possesso dei requisiti previsti.
Comunque, entrambi questi aumenti difficilmente compariranno nel primo pagamento dell’anno. Il cedolino di gennaio viene infatti elaborato già a dicembre, quando la Legge di Bilancio non è ancora definitivamente approvata. È quindi molto più probabile che le novità fiscali e la maggiorazione sociale vengano applicate dal cedolino di febbraio, con il pagamento degli arretrati di gennaio.
